Gabbie salariali
Un partito italiano ha proposto l'applicazione delle gabbie salariali, ossia stipendi diversi per i lavoratori del nord, del centro e del sud, determinati in base al reale costo della vita locale. Questa proposta si traduce in stipendi più alti al nord (dove il costo della vita è maggiore) e più bassi al sud (dove il costo della vita è inferiore). Quale è la tua opinione su questa proposta? La domanda è stata inviata da un utente in data 20090817 nel canale politica / lavoro. Le eventuali risposte sono scritte dagli utenti e sono da intendersi come semplici opinioni personali. Per rispondere alla domanda clicca qui. Hanno risposto alla domanda 5 utenti.
Le risposte degli utenti
Personalmente trovo la proposta interessante. Aldilà di facili interpretazioni di razzismo la proposta andrebbe a vantaggio dello sviluppo del sud se non fosse limitata solo alla pubblica amministrazione. Se gli stipendi del sud fossero più bassi, dal punto di vista di un'impresa sarebbe più basso il costo del lavoro e si faciliterebbe la delocalizzazione delle imprese (perlomeno in parte) dal nord al sud del Paese. L'unico dubbio che ho è se la delocalizzazione avrebbe luogo anche in un contesto globalizzato come quello attuale. In altri termini, anche se nel sud d'Italia ci fosse un costo del lavoro più basso che al nord una impresa del nord preferirebbe comunque delocalizzare verso paesi come la Polonia e la Romania, dove il lavoro è di fatto desindacalizzato e il costo del lavoro nettamente più basso che in Italia.
Risposta utente in data: 20090818 07:27
Se il costo della vita al nord è maggiore bisognerebbe domandarsi chi è la causa di ciò. Forse gli abitanti del sud? O forse, per esempio, i commercianti del Nord o altre categorie? Inoltre se tutti lavorano ugualmente producendo in ugual modo, perché penalizzare semplicemente perché si abita in luoghi diversi. Ma facciamo un altro esempio. se la farina, l'acqua, il lievito,l'energia elettrica, costa in ugual misura dappertutto, per qual motivo il pane costa il doppio a milano rispetto a... esempio, Reggio Calabria? Bisogna colpire il lavoro libero e non quello dipendente.
Risposta utente in data: 20090818 10:05
Potrebbe essere anche una proposta seria e corretta, ci sono paesi in cui questo succede.... ma prima bisognerebbe garantire uno stipendio con un potere di acquisto minimo per vivere e non per sopravvivere con fatica. Questa proposta sembrerebbe essere una scusa per abbassare ancora gli stipendi al Sud e non sembra inserirsi in una proposta seria in cui tutti gli stipendi d'italia aumentino (e magari in alcune zone un aumento maggiore che in altre). Inoltre non ne farei una questione di Nord, Centro e Sud, ma di effettivo e reale costo della vita in una data provincia!
Risposta utente in data: 20090818 11:05
io penso quelli del sud siano uguali quelli del nord
Risposta utente in data: 20090818 15:48
Io credo che sarebbe più opportuno parlare di tassare diversamente il lavoro tra il Nord, il Centro e il Sud d'Italia. A parità di qualifica e con lo stesso tipo di contratto si troverà lo stipendio dei lavoratori legato alla contigenza della realtà geografica in cui vive e produce reddito. Inoltre, ne potrebbe persino derivare un maggiorte interesse ad insediare aziende al Sud perchè il lavoro potrebbe venire a costare meno ai datori senza penalizzare i lavoratori.
Risposta utente in data: 20101102 00:11: