INSEGNAMENTO DEL DIALETTO A SCUOLA
 

Insegnamento del dialetto a scuola

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Insegnamento del dialetto a scuola


Un partito sta per presentare una proposta di legge per introdurre l'insegnamento del dialetto nella scuola. Sei favorevole o contrario a questa proposta? Scrivi almeno un motivo per cui l'insegnamento del dialetto sarebbe utile o inutile. La domanda è stata inviata da un utente in data 20090816 nel canale scuola / dialetto. Le eventuali risposte sono scritte dagli utenti e sono da intendersi come semplici opinioni personali. Per rispondere alla domanda clicca qui. Hanno risposto alla domanda 27 utenti.

Le risposte degli utenti

il dialetto serve solo per parlare fra cittadini dello stesso luogo e non serve perchè abbiamo già la nostra lingua cioè l'italiano. Sarebbe più utile insegnare veramente l'inglese già nei nidi,tutto ora è scritto in inglese, le istruzioni di ogni cosa compreso il P.C.
Risposta utente in data: 20090816 15:29

La Repubblica è una ed indivisibile e, pertanto, anche al fine di rimuovere gli ostacoli di ordine sociale che limiterebbero di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini impedendo il pieno sviluppo della persona umana è bene che la scuola insegni (bene) la lingua italiana e (per favorire l'integrazione europea) l'inglese. Infine, sarebbe ora che certi "politici" la smettano di fare proposte "ad effetto" popolare capaci solo di distruggere la coesione nazionale e, pertanto, di indebolire la Nazione intesa come:" Parte del genere umano legata insieme dalla stessa lingua, storia, civiltà, interessi, aspirazioni".
Risposta utente in data: 20090817 10:22

Insegnare il dialetto sarebbe di per se una cosa gradevole e culturalmente utile, ma i bambini sono già molto impegnati in questo senso e si fa sempre più impellente la necessità di imparare lingue straniere; il mondo è diventato davvero piccino e fortunatamente sono aumentati enormemente i contatti dei popoli. Viaggiamo nella direzione di un mescolamento globale e non di un frazionamento locale, ma sarebbe comunque utile un recupero dei dialetti, magari insegnandolo agli adulti che a loro volta possono trasmetterlo ai bambini senza impegnmarli con nuove maerie scolastiche carlo
Risposta utente in data: 20090817 10:50

Premesso che uso correntemente il dialetto veneto e l'italiano lo uso quando mi rivolgo a persone che non conosco, sono assolutamente contrario all'insegnamento del dialetto nelle scuole in quanto le radici di una persona sono quelle della propria famiglia e non del luogo di residenza e quindi ritengo opportuno debba essere la famiglia ad effettuare questa decisione. Certo diventa difficile decidere quali sono le radici per i figli di genitori di regioni differenti che si sono trasferiti per motivi di lavoro in altre regioni (es. militari) Il dialetto potrebbe invece rientrare tra le materie facoltative alla stessa stregua della religione.
Risposta utente in data: 20090817 19:27

sono una ragazza brasiliana ed ho dei figli italiani. è difficile imparare la lingua italiana, figuriamoci il dialetto. per me dovrebbero decidere i bambini.
Risposta utente in data: 20090817 19:28

Io penso che il dialetto lo si possa continure a parlare in famiglia . Penso non ci sia bisogno di corsi, investiamo questi fondi nella cultura generale e srutture per rendere la nostra scuola all'avanguardia il futuro dei nostri giovani
Risposta utente in data: 20090817 11:37

Assolutamente contrario! A meno che nelle scuole tedesche insegnino TUTTI i dialeti italiani! Li vorrei vedere ad imparare il napoletano, il piemontese, il toscano, il romano,il siciliano,il veneto, il romagnolo, il trevigiano, il sardo, il bergamasco, il parmigiano, il pugliese, il messinese, il calabrese, il palermitano, il livornese, il milanese, il veneziano, il catanese, il paternese... e non sono ancora sicuro di averli elencati tutti...
Risposta utente in data: 20090817 22:41

Finche' nella nostra costituzione esiste l'Art.3 la scuola non puo' di certo insegnare il dialetto che porterebbe ad esaltare le differenze. Pero' e' anche vero che i dialetti si portano appresso una realta' culturale antica e locale che meriterebbe attenzione e spesso protezione. Forse piu' che proposte anticostituzionali la lega farebbe bene a proporre l'istituzione di centri culturali dialettali che puntino a preservare quello che in molte realta' del nostro paese sta piano piano perdendosi!
Risposta utente in data: 20090818 11:14

Molto favorevole, molto pochi italiani si rendono conto dell'importanza dei dialetti, pensando che siano una cosa inutile e a volte volgare. In realtà il dialetto rappresenta parte della memoria storica di un luogo e l'italia ha il privileggio di avere un enorme diversità in ragione dei vari popoli che l'hanno abitata. Per evitare che questa tendenza appianante ed omogeneizzante continui a svilire la nostra cultura ritengo che l'insegnamento del dialetto (o lingue locali) sia di grande importanza. Detto ciò non ritengo che avere una più forte coscienza della propria identità locale sia un ostacolo per l'unione della repubblica italiana. Se un ostacolo c'è, esso è dovuto all'ignoranza ed al razzismo su cui sarebbe anche necessario lavorare
Risposta utente in data: 20100522 14:09

"rimuovere gli ostacoli che minano la libertà" Non credo che si possa essere d'accordo con questa affermazione e contemporaneamente dire che ciò si compie favorendo, quasi imponendo, l'uso del solo italiano, come unica lingua legittimata. La libertà dell'individuo, casomai, si favorisce riconoscendo la sua legittimità nell'usare anche un dioma diverso dall'italiano. Il riconoscimento ed il rispetto reciproco sono la base della convivenza e penso, dunque, che un attentato all'integrita della nazione sia prorpio il comportamento di chi vede le differenze regionali come un ostacolo piuttosto che come un patrimonio. Che senso ha far parte di un gruppo se da quel gruppo non si è accettati. L'Italia ha il pregio di avere in sè un'infinità di popoli, di culture e di lingue e non ci sono scusanti per distruggerle. Il fatto che una soltanto (come è giusto che sia) è stata convenzionalmente scelta per poter essere usata da tutti non cambia le cose. Un paese si costruisce a partire dalle persone e non il contrario. Si è italiani perchè prima si è milanesi, romani o palermitani, è quello essere italiani ed è cosa imprescindibile da esso. Io non vedo di buon occhio i dialetti a scuola se insegnati come si insegna l'inglese, perchè diventerebbero probabilmente grigi e vuoti ed anche perché è la famiglia che dovrebbe trasmetterli già prima (se li possiede), ma non di certo è un problema se si "esaltano le differenze". Coa dovremmo fare, reprimerle?? Costruire tante camere a gas? Certo che bisogna esaltarle e spero che certe cose non le scriva quaqlcuno che magari si ritiene di sinistra. Il problema è solo di chi considera il diverso un ostacolo. Tante volte si leggono cose senza capirle. La costituzione è una di quelle. Una nazione è l'insieme di persone che hanno "stessi interessi, stessa lingua" ecc. Sono d'accordo, ma nel solo caso che sia effettivamente così e non costringendo le persone ad avere gli stessi interessi e la stessa lingua. In italia, per nostra ricchezza, ce ne sono tante di realtà, che potremmo definire tante nazioni, che convivono. Nulla vieta che esse possano assumere un giorno valore giuridico, perchè sono i popoli che dal basso formano gli stati e non ideali astratti di patria o cose simili. I contatti tra i popoli, infine, sono una immensa opportunità, ma finchè essi avranno qualcosa da scambiarsi, da donarsi a vicenda. Quando parleremo tutti la stessa lingua, ci vestiremo tutti uguali, mangeremo le stesse cose, non avremo più niente da guadagnare, ne da offrire nel contatto con l'altro.
Risposta utente in data: 20110429 17:03:

Il dialetto può essere imparato a casa, se viene parlato. Poi non avrebbe senso se nella stessa classe ci fossero alunni stranieri o provenienti da altre zone d'Italia. Sarebbe come introdurre una lingua in più, senza uno scopo utile.
Risposta utente in data: 20091028 16:01

Scusatemi ma qui c'è un po di ignoranza. va fatta distinzione tra lingua e dialetto. Il dialetto è un idioma della lingua, ne consegue che un dialetto per un'area più ampia può contenere molte varianti, che a loro volta possono contenere sottovarianti di aree ancora minori, e così via. Qundi è assurdo pretendere di insegnare il dialetto nelle scuole, visto che la parlata cambia addiruttura da cittò e città. Diverso è il discorso della lingua. Per esempio l'unesco ha riconosciuto il napoletano ed il siciliano come lingue madri. In questo caso è assolutamente necessario insegnarlo nelle scuole perchè rappresenta un patrimonio culturale da difendere per evitare che possa essere perso per sempre. La lingua madre, dunque, ci porta al tema dell’identità culturale e, più precisamente, al diritto all’identità culturale di un popolo. Perchè sacrificare lingue come il napoletano o il siciliano?Credo che sia giusto porsi innanzitutto questa domanda.
Risposta utente in data: 20100506 10:13

contrario
Risposta utente in data: 20090816 17:37

contrario
Risposta utente in data: 20090816 17:38

Tutte le regioni italiane hanno vari dialetti. Ad esempio qual'e' il dialetto della lombardia che si deve insegnare nella scuola il milanese o il bergamasco? etc.
Risposta utente in data: 20090816 17:56

Molto contrario! La scuola è già inutile di per se dato che non ti insegna a vivere, figuriamoci ad inserire un'altra materia inutile come il dialetto!
Risposta utente in data: 20090816 19:57

Ma Boia Faus, certo ke sono favorevole. é un peccato non sentirlo più parlare in giro per i negozi, per le strade. Lo sento solo più in casa e al paesello purtroppo.
Risposta utente in data: 20100607 21:42

credo che sia completamente inutile insegnare il dialetto nelle scuole e concordo col fatto che sia molto più utile imparare bene una lingua straniera...
Risposta utente in data: 20090816 20:21

Certo ke sono favorevole.è un peccato non sentirlo più parlare in giro per i negozi, per le strade. Lo sento solo più in casa e al paese, purtroppo. Io lo insegnerei volentieri.
Risposta utente in data: 20100607 21:46

Certo ke sono favorevole.è un peccato non sentirlo più parlare in giro per i negozi, per le strade. Lo sento solo più in casa e al paese, purtroppo. Io lo insegnerei volentieri.
Risposta utente in data: 20100607 21:47

La Lega fa queste proposte ( ke sono alla fine strumentalizzate) per dividere l'Italia, invece ke cercare di parlare più correttamente l'italiano in una lingua ke unisca la nazione, dobbiamo parlare lingue diverse...
Risposta utente in data: 20090816 22:38

io penso che il dialetto lo si possa continure a parlare in famiglia .penso non ci sia bisogno di corsi investiamo questi fondi nella cultura generale e srutture per rendere la nostra scuola all avanguardia il futuro dei nostri giovani e nel mondo non in lombardia
Risposta utente in data: 20090817 11:35

meglio l'inglese
Risposta utente in data: 20090817 11:58

Il mio dialetto lo amo, anche se non lo parlo in famiglia, perche' lo ho imparato con persone che ho amato. Se me lo avesse insegnato la scuola probabilmente avrebbe fatto la fine del latino..
Risposta utente in data: 20090817 14:42

Dialetto come cultura popolare

Il dialetto,deve rimanere inserito nella "cultura popolare".Certo esso fa parte del nostro passato e del nostro presente. Ma da essereparrte integrante della vita sociale,culturale ...a divenire LINGUA UFFICIALE..ce ne corre!!
Risposta utente in data: 20090818 19:40

Assolutamente favorevole, a patto che si smetta di parlare di dialetti e lingua: la differenza fra le due parole é puramente artificiosa, non esistono lingue migliori o peggiori per esprimere i concetti. In Italia sono ufficialmente riconosciute come lingue a se stanti solo quelle poche che non si potevano, neanche forzatamente, neanche in senso lato come italiane (per esempio il Griko, ma anche l'Abereshe etc.). Il che è stato catastrofico per l'ecosistema linguistico assolutamente eterogeneo del paese. In poco piú di mezzo secolo (dalla nascita della RAI prima e quando i televisori si sono diffusi capillarmente poi) è riuscito a farci capire tutti (bene o male) dalle alpi a Lampedusa ma ha mietuto vittime (linguistiche) soprattutto a nord, dove sta scomparendo parte del patrimonio nazionale linguistico (dire che non lo sia é come dire che solo una fra le tante spiaggie bellissime del paese sia degna di nota, quindi le altre si possono pure cementificare ed abbruttire) Che l'italiano debba essere obbligatorio in tutt'Italia è sacrosanto. Chi dice che insegnare le lingue italiane a scuola chiude in se stessi mente: l'essere madrelingua del dialetto Brindisino (dialetto del Siciliano, non dell'Italiano semmai!) ha favorito i miei studi filologici in Spagnolo ma anche in latino volgare e nella lettura della Divina Commedia così ricca di lessico Siciliano. Fa venire da ridere quanto si assomigliano il Piemontese stretto ed il Catalano. Le lingue italiane bisognerebbe insegnarle dall'asilo alle università come si fa in Spagna. Non facendolo giá adesso (come invece si fa in Spagna ad esempio) ci stiamo giocando parte del nostro patrimonio culturale.
Risposta utente in data: 20101106 01:10:

non saprei proprio cosa dirti...!!!
Risposta utente in data: 20090730 18:03



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