Prelievo di trofoblasti
Il prelievo di trofoblasti è un controllo medico in gravidanza per la diagnosi prenatale. Le trofoblasti sono le cellule della placenta nei primi tre mesi di gravidanza. Come l'amniocentesi consente di analizzare i cromosomi del feto, il prelievo di trofoblasti è tuttavia effettuato in tempi e con modalità diverse.
Cosa è il prelievo di trofoblasti
Il prelievo di trofoblasti consiste nel prelievo dall'utero di alcuni villi della placenta (trofoblasto) tramite un ago introdotto nel muscolo uterino o nel collo dell'utero. Oltre al prelievo vaginale è anche possibile optare per quello addominale. In entrambi i casi il prelievo non richiede anestesia, è poco doloroso ed avviene lontano dal feto.
Quando si effettua il prelievo di trofoblasti
Il prelievo di trofoblasti si effettua normalmente tra la 9a e la 12a settimana di amenorrea, quindi in un periodo iniziale della gravidanza. Non è necessaria la coltura delle cellule, in quanto le cellule ella giovane placenta sono in formazione, e pertanto il risultato dell'analisi delle trofoblasti è quasi immediato (pochi giorni). A differenza dell'amniocentesi il prelievo di trofoblasti rende più agevole una eventuale interruzione di gravidanza nella sua fase iniziale. L'amniocentesi, al contrario, può essere effettuata soltanto alla 16-19a settimana di gravidanza e richiede un tempo di coltura di almeno 10 giorni prima di conoscere i risultati.
Rischio del prelievo di trofoblasti
Come ogni intervento medico anche il prelievo di trofoblasti implica un rischio. In particolar modo, il prelievo di trofoblasti è associato a un rischio di aborto del 1-2%. Il rischio è quindi superiore rispetto ad una amniocentesi. E' un'analisi consigliabile nei casi in cui sussistano difficoltà per un aborto tardivo e nelle coppie ad alto rischio di malattie genetiche.